Ci risiamo. Ancora una volta Nuovi Mondi Media si trova citata,
o meglio schedata, in una lista di pericolosi “siti da disarticolare”.
Secondo quanto documentato dal SISMI (guarda
il documento)- e riportato giovedì 5 luglio 2007 a pagina 4 di Repubblica
a corredo di un articolo a firma di Carlo Bonini – la nostra casa editrice
ma ancor di più il nostro sito www.nuovimondimedia.it si collocherebbero
tra i “Principali siti del network telematico di delegittimazione del
Premier e della sua compagine governativa” . E ovviamente, in quanto “delegittimatori”,
scopriamo di essere stati oggetto di intercettazioni e controlli la cui legalità
è ora all’esame della magistratura.
Tralasciando l’indignazione per quanto accaduto, la
cosa che più ci lascia sconcertati è il fatto che, in Italia e
solo in Italia, pubblicare ogni giorno le più grandi firme de The Independent,
The Guardian, Le Monde ecc. era considerata un’azione delegittimante nei
confronti del premier in carica. Dare alle stampe Howard Zinn (uno degli storici
americani più apprezzati), George Monbiot (editorialista del Guardian)
o Phil Rees (documentarista della BBC) era considerato un atto pericoloso per
la sicurezza (di chi?).
Nuovi Mondi Media, infatti, è una casa editrice e una
testata giornalista che, per precise scelte editoriali, si è sempre occupata
quasi esclusivamente di questioni internazionali e si è trovata a sfiorare
le vicende italiane solo per il loro riflesso nel panorama estero.
Da quando è nata, nel 2003, si è sempre preoccupata di pubblicare
articoli e libri di autori – giornalisti, scienziati, ricercatori, filosofi,
ecc.- la cui autorevolezza fosse internazionalmente riconosciuta dai maggiori
media americani ed europei.
Chi ci segue da tempo potrebbe persino dire: ma come, non
vi dovreste essere abituati?
In effetti, questo non è il nostro primo “contatto” con il
mondo dei servizi segreti e con le conseguenti diffamazioni nei nostri confronti.
Nel 2003, infatti, durante una puntata di Porta a Porta dedicata alla strage
di Nassirya, il superconsulente americano ormai di casa in Italia Edward Luttwak
affermò:
"Un amico qui a Roma che ha un figlio ragazzino che guarda in Internet
ha fatto presente che ci sono siti italiani fatti da italiani che parlano di
resistenza e incoraggiano aizzano attacchi contro la coalizione… Ci sono
Nuovimedia... Nuovimondimedia.it, Informationguerrilla.org.
Questi dicono 'andate in Iraq, lottate, uccidete la coalizione e gli italiani'".
E quando Vespa fece notare a lui e all’allora Ministro degli Esteri Frattini
presente in studio che nulla compariva, questi risposero: “Sono scomparsi,
sono tolti tutt'oggi... ieri, se loro guardano ieri li troveranno perché
il ragazzino di sedici anni li ha trovati… li hanno cancellati, sono scomparsi".
E Vespa: “"No, scusi eh, prima che li cancellassero esistevano? Lei
testimonia che esistevano?". Frattini: “C'erano certo… noi
sapevamo che esistevano” (Leggi
la trascrizione completa delle affermazioni di Luttwak e l’appello di
Franca Rame).
Forse chi ci segue da tempo potrebbe avere ragione: dovremmo
abituarci. Dovremmo rassegnarci a vivere nel paese della diffamazione libera
per politici o personaggi poco chiari a loro vicini, rassegnarci al fatto che,
in Italia, denunciare le torture di Abu Graib, i civili massacrati dai bombardamenti
e le bugie dei governi sulle fantomatiche armi di distruzione di massa è
considerato un atto di fiancheggiamento terroristico. Dovremmo rassegnarci a
vedere perire, ancor prima della libertà d’informazione, la democrazia.
O forse no. Forse farlo sarebbe come darla vinta ai diffamatori
e gli spioni che hanno mostrato un interesse tanto morboso nei nostri confronti.
E allora decidiamo di non starci e di muoverci secondo due direttive: quella
dell’azione legale e quella del lavoro intellettualmente onesto. Lasciateci
lavorare in pace e ascoltateci anche quando i servizi non ve lo dicono, vedrete
che ne varrà la pena.
Nuovi Mondi Media