| di PETER CHAPMAN L'IMPERO DELLA UNITED FRUIT ALLE RADICI DEL CAPITALISMO MODERNO UNA STORIA DI SFRUTTAMENTO, AVIDITA' E RIVOLUZIONI Un abitante dell’immaginario villaggio di Macondo, nato dalla fantasia di García Márquez, pronuncia una frase che suona come il perfetto sunto di questo libro straordinario: “Guardate un po’ in che casino ci siamo cacciati solo per aver invitato un gringo a mangiare banane”. – The New York Times Chapman ci fa capire come anche un prodotto apparentemente innocuo come una banana abbia compiuto un viaggio lungo e moralmente complesso per arrivare sulle nostre tavole. – The Guardian Un racconto irresistibile, che ci mette in guardia contro i mali causati dall’eccessivo potere delle multinazionali e dalla globalizzazione selvaggia. – Publishers Weekly Potentissima grazie alle vaste piantagioni di banani e al totale controllo della rete ferroviaria in gran parte del Centro America, la United Fruit Company – conosciuta come La Compañia o con il più torvo appellativo di El Pulpo – è stata la prima società della storia a mettere a punto le spietate strategie del capitalismo selvaggio, le stesse che oggi vengono adottate da numerose multinazionali. Della compagnia Pablo Neruda ha scritto: “Si riservò la parte più succosa, la costa centrale della mia terra, la dolce cintura d’America. Ribattezzò le sue terre Repubbliche delle Banane”. E trasformò intere nazioni centroamericane in feudi “usa e getta”. Peter Chapman ripercorre in questo volume tutti i misfatti della United Fruit: dalla corruzione diffusa a ogni livello del potere all’abolizione di ogni forma di rappresentanza sindacale, dalla repressione di centinaia di lavoratori colombiani nel 1928 al ruolo preminente nei golpe del 1911 in Honduras e del 1954 in Guatemala e nell’invasione della Baia dei Porci, fino all’imposizione di una monocultura selvaggia a scapito dell’ecosistema tropicale. Bananas è una storia amara e suggestiva che si snoda dalla giungla del Costa Rica sino ai vertici del potere a Washington. La storia di una compagnia infame, che ha anticipato le pratiche scellerate delle moderne e rapaci multinazionali; di una società coinvolta nello scandalo Watergate e che ha intrattenuto rapporti segreti con personaggi come Richard Nixon e il controverso agente della CIA Howard Hunt; che ha intuito per prima l’importanza delle pubbliche relazioni e manipolato la stampa, alimentato la collera rivoluzionaria di Che Guevara e Fidel Castro, ispirato il genio letterario di Gabriel García Márquez. E che, soprattutto, ha piantato i semi del capitalismo moderno. Peter Chapman scrive per il Financial Times ed è stato corrispondente dall’America centrale per Latin American Letters, The Guardian e la BBC. |