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Nuovi Mondi - Editoria e informazione indipendente 04 Lug 2009   02:14

La Voce della Campania - Settembre 2003

BUGIE TARGATE USA / UN LIBRO CHOC DA "NUOVI MONDI MEDIA"
IN QUESTO MONDO MENZOGNERO

Di Andrea Cinquegrani

www.lavocedellacampania.it
Leggi un giornale, sfogli un rotocalco, accendi la tivvù, senti la dichiarazione del primo ministro o del suo portavoce oppure del suo portaborse, scorri le agenzie, cerchi di afferrare l'andamento del mercato azionario, osservi le immagini da un'altra parabola, cambi e ricambi canale. Una ricerca continua, ossessiva, per raccogliere ogni minuto, ogni ora, ogni giorno per 360 giorni all'anno niente altro che bugie. Frottole, fandonie, un vero e proprio museo del falso costruito pezzo su pezzo per rincoglionire i cittadini, indicare piste fasulle, creare simulacri virtuali, costruire miti inesistenti. Insomma, una scientifica opera di riduzione in pezzi & bocconi di quel che resta dei cervelli di utenti-votanti sempre più omologati a livello di gigantesca mandria che il Bush, il Blair o il Berlusconi di turno può agevolmente condurre ai bordi del più sconfinato precipizio.
E' questo lo stato dell'informazione oggi, così come emerge nell'incredibile spaccato messo su, tassello dopo tassello, in un volume curato da Russ Kick, uscito alcuni mesi fa negli Usa e ora fresco di stampa in Italia, pubblicato da Nuovi Mondi Media, l'agguerrita casa editrice collegata al portale antagonista Information Guerrilla. S'intitola Tutto quello che sai è FALSO - Manuale dei segreti e delle bugie, con un sottotitolo che è una ghiotta anticipazione: "11 settembre - Aids - Banca Vaticana - Cia - Crimini di guerra - Droga - Globalizzazione - Multinazionali - Mucca pazza - Nucleare - pornografia - Psichiatria - SARS - Schiavitù - Segreto bancario - Uranio impoverito e molto altro".
420 pagine dense di controinformazione, nel tentativo di "dicomprendere e decodificare l'informazione", come sottolinea Richard Metzger, animatore dal 1996 del sito internet Disinformation, diventato nel giro di pochi anni un topos per chi naviga a caccia di pezzi di verità nel magma mediatico. "Siamo fiduciosi - prosegue Metzger nella prefazione - che dopo aver letto questo libro ogni volta che leggerai un giornale, guarderai la televisione, vedrai un'affissione pubblicitaria, navigherai in rete, ascolterai la radio o t'immergerai nell'info-alluvione mediatica, comincerai a porti domande". E aggiunge Kick nell'introduzione: "Mi chiedevo, dopo l'11 settembre: le persone avrebbero ancora voluto leggere materiale d'investigazione e controcorrente? Ciononostante, ho continuato nel mio intento". "Credo - continua - che il dissenso sia più che mai necessario, quando la conformità tocca livelli mai raggiunti prima".

GUERRE & DOLLARI
Un po' zavorrato in alcuni capitoli (scritti da una quindicina fra giornalisti e ricercatori), il volume contiene una sequela di contro-notizie, contro-ricostruzioni e anche semplici assemblaggi di dati/fatti/numeri capaci di configurare lo scenario in cui ci troviamo a vivere. Allucinante, ad esempio, scorrere nell'appendice "Altri segreti e Bugie", l'elenco dei "Paesi bombardati dagli Usa dopo la Seconda Guerra Mondiale", grazie alla ricostruzione di William Blum: Cina 1945-46 - Corea e Cina 1950-53 - Guatemala 1954 - Indonesia 1958 - Cuba 1959-1961 - Guatemala 1960 - Congo 1964 - Perù 1965 - Laos 1964-73 - Vietnam 1961-73 - Cambogia 1969-70 - Guatemala 1967-69 - Grenada 1983 - Libano 1983-84 - Libia 1986 - El Salvador, anni '80 - Nicaragua anni '80 - Iran 1987 - Iraq dal 1991 a oggi - Kuwait 1991 - Somalia 1993 - Bosnia 1994-95 - Sudan 1998 - Afghanistan 1998 - Jugoslavia 1999 - Afghanistan dal 2001 - Iraq dal 2003 a oggi. Un elenco che tutti gli alunni delle scuole dovrebbero imparare a memoria, per non dimenticare.
Così come da non dimenticare sono le cifre dei patrimoni dell'entourage di mr. George W. Bush, milione di dollari per milione di dollari, analizzati e radiografati dallo stesso Russ Kick. Per la serie, quando il conflitto d'interesse diventa la prima, unica, assoluta regola della vita politica. Ma chi è il CavaliereŠ "Secondo un'analisi del Center for Public Integrity - osserva Kick - la media del patrimonio netto dei 15 principali collaboratori di Bush è tra i 9.900.000 e i 28.900.000 dollari. Il totale di questi patrimoni va dai 148 ai 434 milioni di dollari. Se si calcola il patrimonio medio netto dei primi 100 funzionari dell'amministrazione, si ottiene una cifra tra 3.700.000 dollari e 12.000.000 dollari". E aggiunge: "Spesso purtroppo questi politici-dirigenti esercitano un'influenza diretta su questioni relative alle aziende che un tempo conducevano, dirigevano, per le quali erano consulenti, sulle quali facevano pressione e delle quali possedevano le azioni in borsa. Il Center for Public Integrity ha riportato: "complessivamente, 22 dei 100 principali collaboratori di Bush detenevano quote azionarie significative nelle 33 compagnie che influenzavano i loro dipartimenti, le loro agenzie o i loro uffici"". Riportiamo tutte i nomi e le cifre nel riquadro (per questioni di spazio, non è possibile riportare anche la sfilza di partecipazioni azionarie, che però è compresa nella cifra finale).

MISTERI DI BORSA
E sul fronte dei misteri Usa, sono svariate le chicche contenute nel libro. Partiamo da alcuni 'segnali' a pochi giorni da quell'11 settembre. Ecco cosa scrive Roberto Quaglia, una fra le penne coautrici di Tutto quello che sai è falso, scrittore di fantascienza. "Ricorderete tutti le famose speculazioni di borsa, ai danni della United Airlines e di altre aziende penalizzate dall'attentato, avvenute nei giorni immediatamente antecedenti all'11 settembre, speculazioni che solo chi fosse a conoscenza del piano terrorista avrebbe potuto effettuare. Ai tempi ci fu un gran blaterare, sui giornali, sul fatto che investigando sugli speculatori si sarebbe potuto risalire ai terroristi. Avete mai più sentito parlare di questa faccenda? No, eh? Chissà perchéŠ E' certamente solo una coincidenza il fatto che molte di queste speculazioni finanziarie fossero state effettuate mediante la Deutschebank/A.B.Brown, gestita fino al 1998 dall'attuale Direttore Esecutivo della Cia, A.B. Krongard". Se vi par poco?Š E aggiunge: "Ciliegina sulla torta: ironia della sorte (sorte?), proprio la mattina dell'11 settembre, nella sede della Cia si stava svolgendo un'esercitazione per il caso teorico in cui un'aereo dovesse per sbaglio colpire un edificio".

MR. BIN? AL TELEFONO
E tanto per rimanere in casa Cia, eccoci ad un misterioso personaggio, tratteggiato da Camelia Fard e James Ridgeway nel capitolo "La nipote di un ex direttore della Cia intermediaria dei talebani prima dell'11 settembre". Si tratta dell'avvenente Laili Helms, nipote di Richard Helms, potente responsabile dei servizi segreti Usa ai tempi della Baia dei Porci a Cuba e della guerra in Vietnam. Per tutto il 2000 e il 2001 la dinamica Laili partecipa ad una serie di summit organizzati dal Dipartimento di Stato. Leggiamo cosa scrivono i due reporter: "Questa giovane attraente del New Jersey è di fatto l'ambasciatrice ufficiosa dei capi talebani negli Stati Uniti, nonché il loro più attivo e noto difensore in occidente. Agli incontri di Capitol Hill (quelli organizzati dal Dipartimento di Stato Usa, ndr), la Helms rappresenta la teocrazia che protegge il primo nemico pubblico d'America: Osama bin Laden. La casa della Helms sull'Hudson è diventata una specie di ambasciata improvvisata. E lei racconta di organizzare le conversazioni telefoniche tra i leader Talebani e il Dipartimento di Stato. Una recente chiamata le è costata più di mille dollari, una spesa che ha sostenuto personalmente". E coloriscono: "La Helms ha comunque poca considerazione per Osama bin Laden e si prende gioco di lui definendolo un 'trattorista'. Secondo lei è stato ereditato dai Talebani ed è generalmente visto come un fastidio".

IL MEGA AFFARE AIDS
Rimaniamo sempre negli Usa e passiamo alle maxi bugie sull'Aids, la piaga del secolo. A scrivere il breve, sconvolgente capitolo "Storia di un virus che non c'è", è Laura Malucelli, coautrice de Il libro nero del Cristianesimo, africanista, tra gli animatori di Nuovi Mondi Media. Un virus che non esiste, ma è capace di produrre fiumi di danaro, di inventare ricchezza dal nulla: "Un malato di Aids - scrive Malucelli - è una previsione di spese, per il Ccd (Center for Desease Control), di quasi 100.000 dollari e attualmente questo virus è il più finanziato di tutti i tempi: 100.000 ricercatori e medici, in buona parte americani, hanno carriere e stipendi legati al virus, più di 100 miliardi di dollari sono stati stanziati nei soli Usa per ricerche sull'Aids, più di 1.000 associazioni raccolgono in totale migliaia di milioni di euro all'anno per aiutare i malati di Aids, alcune decine di migliaia di milioni di euro all'anno impinguano i bilanci delle multinazionali del farmaco con la vendita dei farmaci 'salvavita' antiretrovirali e dei test Hiv (Elisa, Western Blot, Viral Load), organismi come USAID (US Agency International Development), UNAIDS (United Nations Aids Program), WHO (World Health Oganiztion), ricevono stanziamenti annuali di migliaia di milioni di euro per combattere l'Aids. L'Onu ha chiesto uno stanziamento di più di 10.000 milioni di euro per affrontare l'emergenza".
Ed eccoci ai falsi, alle manipolazioni, alle invenzioni più fantascientifiche. "Il presidente sudafricano Mbeki - scrive Malucelli - ha combattuto contro la colonizzazione economica legittimata dell'epidemia di Aids. Nel 2000 ha voluto creare una commissione statale per stabilire cosa fosse l'Aids, cosa la determinasse. E questa commissione è stata formata non solo la 'cacciatori di microbi' ma da scienziati autorevoli e non interessati. Il risultato è stata una campagna di diffamazione internazionale ai danni di Mbeki, una campagna che è partita e ha avuto il suo fulcro in Inghilterra (da Blair a liar, la bugia, il passo è brevissimo, ndr). Il Sunday Times titolò "Mbeki nemico della gente", e sulla falsariga tutta la stampa inglese sino al Telegraph che intitolò "L'Africa dovrebbe essere ricolonizzata". La ditta produttrice dell'AZT, il più famigerato farmaco contro l'Aids, la Glaxo, è una multinazionale che da sempre influenza la stampa. La Glaxo è inglese".
Prosegue Malucelli: "I farmaci antiretrovitali sono dannosi, tossici, letali. Gli sudi di Duesberg dimostrano che i sieropositivi che poi si sono ammalati di Aids, hanno sviluppato una immunodeficienza non a causa di un virus, nemmeno mai isolato, ma delle cura". E conclude ricordando il viso di Nkosi Johnson (il bimbo africano di 12 anni devastato dall'Aids), che ha fatto capolino via etere: "Nkosi ha preso 15 pillole al giorno per 9 anni, si affermava nel servizio (e cioè 49.275 pillole, l'equivalente del suo peso corporeo), ma nessuna parola sulla possibilità che tutto quel veleno potesse essere responsabile di quell'immagine di morte, scolpita sul suo corpo come un virus non avrebbe probabilmente potuto mai fare. Tali sospetti, ancorché concepiti, non potrebbero d'altronde essere espressi da parte di televisioni e giornali che raccolgono miliardi con la pubblicità delle case farmaceutiche".

CALVI E l'OPUS DEI
E per finire in gloria, facciamo qualche passo fra le stanze vaticane, scortati da Jonathan Levy, un avvocato californiano che ha fornito consulenza in un'azione giudiziaria contro lo Ior nel 1999 a favore di serbi, ebrei e ucraini sopravvissuti all'olocausto che chiedevano la restituzione dei beni dai nazisti.
Ecco cosa scrive Levy in uno dei più significativi capitoli del libro: per la serie, quando a dire bugie grandi come una casa, come una chiesa, sono proprio loro, che dovrebbero trarre ispirazione dal SignoreŠ "Un esempio di infiltrazione della mafia nella Banca Vaticana fu il tentativo dello IOR, nel 1973, di spacciare obbligazioni statunitensi contraffatte per un valore di 14,5 milioni di dollari. (Š) Dalla fine degli anni Settanta, lo IOR era divenuto uno dei maggiori esponenti dei mercati finanziari mondiali. Sotto la tutela del vescovo americano Paul 'Gorilla' Marcinkus, il vescovo Paolo Hnilica, Licio Gelli, Roberto Calvi, Michele Sindona, la Banca Vaticana divenne parte integrante dei numerosi programmi papali e mafiosi per il riciclaggio del denaro, in cui era difficile determinare dove finiva l'opera del Vaticano e dove cominciava quella della mafia".
Passiamo a quanto dichiarato dal giornalista investigativo britannico, David Guyatt (autore di Deep Black Lies, Nerissime Bugie), davanti al giudice di una corte inglese nel corso del procedimento Aleperin, che tira in ballo direttamente il Vaticano per alcune misteriose storie legate ancora alla figura di Marcinkus: "Durante una conversazione privata con un ex banchiere intermediario di alto livello - che una volta aveva il controllo sulle attività bancarie centrali e che conosceva personalmente Roberto Calvi - sono stato informato del motivo dell'assassinio di Calvi. L'individuo spiegò che la banca di Calvi era sull'orlo del collasso a causa della sparizione di centinaia di milioni di dollari passati attraverso i flussi bancari dello IOR che erano collegati al riciclaggio di denaro della mafia. Preso dalla disperazione Calvi si trasferì a Londra per ottenere un pacchetto finanziario di salvataggio proveniente da un rappresentante anziano dell'Opus Dei - una setta cattolica estremamente potente, legata alla destra, losca e ricca che è diffusamente considerata autrice di attività estremamente sospette".
Riprende nella sua minuziosa ricostruzione Levy. "L'Opus Dei - puntualizza - in ogni caso decise di non garantire per il Banco Ambrosiano e Calvi fu trovato 'suicidato' sotto il ponte Blackfriars a Londra con alcuni sassi nascosti nelle tasche, una scena ricca di simbolismo massonico. Suo figlio Carlo ha provato in tutti questi anni a invalidare la tesi del suicidio e a costruire un caso convincente, di un'azione legata alla mafia, il cui mandante resterebbe però ignoto. L'Opus Dei, che ha desiderato ardentemente la Banca Vaticana e i cui quartieri generale si trovano casualmente a Londra, rimane un potenziale sospetto".
Continua ancora a piazzare le tessere del suo mosaico il cocciuto avvocato californiano. "Marcinkus divenne il capo della sicurezza di Giovanni Paolo II dopo la prematura scomparsa di Giovanni Paolo I. Lo scrittore investigativo David Yallop ha scritto un documento sconvolgente (pubblicato a metà anni ottanta in Italia da Tullio Pironti, ndr) riguardo al fatto che papa Luciani sia stato avvelenato per il suo impegno per chiudere o ripulire la Banca Vaticana. L'avido giocatore di golf Marcinkus si è ora ritirato in Arizona, nell'area di Scottsdale, portando con sé i suoi segreti. Hnilica continua ad avere un ruolo diplomatico all'interno del Vaticano, promulgando nuove iniziative, sollecitando l'approvazione del santuario mariano a Medjugorie e reclamizzando una sua creazione, un movimento chiamato la Signora di tutte le Nazioni".

RICICLAGGI CELESTI
"Angeolo Caiola, capo della Banca Vaticana - si legge ancora - ha cercato senza alcun risultato di risanare la squallida immagine dello IOR. (Š). Martin Frankel, un truffatore americano, ha utilizzato i conti delle IOR per far sparire milioni di dollari sottratti ai fondi assicurativi. Lo IOR ha negato qualsiasi coinvolgimento con Frankel, ma l'ex legale di Frankel, Thomas Bolan, ha usato la sua influenza sui funzionari della Chiesa cattolica per dare l'avvio alla fondazione St.Francis, attraverso la quale circa 1,98 miliardi di dollari potrebbero essere stati riciclati come denaro sporco. Bolan, oltre ai suoi contatti con il clero, dice di essere stato abbindolato da Frakel, eppure Bolan una volta era il consigliere di Michele Sindona. Una pura coincidenza? Il reporter investigativo Guyatt pensa di no e nella sua dichiarazione in tribunale coinvolge i nomi delle cariche maggiori della corte Suprema e del Segretariato del Vaticano per l'apertura del conto presso lo IOR destinato alle operazioni di Frankel. L'arresto nel 2001 del consulente legale del Vaticano, tale monsignor Colagiovanni, a Cleveland, conferma i sospetti di Guyatt sul fatto che Frankel avesse preso parte a uno dei maggiori scandali riguardanti la Banca Vaticana".

Le conclusioni di Levy nel suo bollente capitolo sono da bere tutte d'un fiato. Come nel migliore dei thriller. Eccole. "Colagiovanni, che è il presidente della Fondazione Monitor Ecclesiasticus, è accusato di frode nei confronti delle compagnie assicurative Capitol Life Insurance Co., Western United Life Insurance e Thunor Trust, e dei loro assicurati. Se verrà dichiarato colpevole, dovrà scontare cinque anni di prigione come mandante di frode e altri venti per cospirazione per il riciclaggio di denaro".
"Per riassumere, - conclude - lo IOR è la Banca del Papa, ma è anche la banca della mafia, dei massoni e dei nazisti. Poiché le transazioni dello IOR sono ben lontane dall'essere trasparenti, ci rimane solo la parola d'onore del suo presidente e della sua amministrazione sulle sue attività. Paradossalmente, il Papa è proprietario della Banca Vaticana, ma quando Giovanni Paolo I tentò d'intervenire, morì subito dopo. Benché la Banca Vaticana affermi d'aver riveduto il suo comportamento, rifiuta intenzionalmente di occuparsi del problema del riciclaggio dell'oro nazista che risale a più di cinquant'anni fa. Giovanni Paolo II chiede scusa agli ebrei, ai cristiani ortodossi, agli ucraini, ai discendenti degli schiavi africani, per gli errori commessi in passato, ma i suoi avvocati difendono strenuamente la Banca Vaticana di fronte a una corte federale degli Stati Uniti, per impedire la restituzione dell'oro nazista e l'avvio del processo che indagherebbe ufficialmente sulla sua esistenza".
Inviato da : roberto,  11 Set 2003
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