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Nuovi Mondi - Editoria e informazione indipendente 09 Set 2010   11:38

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Attualità

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Attualità : MARCELLO DELL’UTRI ATTACCA PETRA RESKI



comunicato stampa

MARCELLO DELL’UTRI ATTACCA PETRA RESKI

Nel corso di un’intervista rilasciata ad Andrea Morigi e pubblicata su Libero l’11 settembre 2009, il senatore Marcello Dell’Utri, dopo aver accusato i giudici di aver fallito nel loro compito di lotta alla criminalità organizzata, si scaglia contro Petra Reski, autrice del libro Santa Mafia e corrispondente per l’Italia per il giornale tedesco Die Zeit e contro il procuratore nazionale antimafia aggiunto Vincenzo Macrì che ha scritto l’introduzione al testo.

Facendo seguito alla domanda dell’intervistatore che lo mette al corrente di tale prefazione che avalla le tesi contenute nel libro, Dell’Utri risponde: “Certo, un procuratore che fa questo avalla sicuramente quelle falsità allucinanti contenute nel libro di Petra Reski. L’unica arma che ho a disposizione è la querela. Ma d’altra parte il procuratore non è un giudice. È un inquisitore, quelli sono avvcati dell’accusa. Sono di parte, ma pagati dallo stato”


“Se andiamo avanti così in pochi anni la ‘ndrangheta si mangia la Germania”. Petra Reski ha i titoli per dirlo: da vent’anni scrive articoli sulle cosche. Ora però il suo ultimo libro è diventato un caso. Scomodo anche per lei. – Io Donna, Corriere della Sera

Il libro di Petra Reski, tradotto in 8 lingue e con oltre 50,000 copie vendute nella sola Germania, è un lungo viaggio di ritorno da Palermo a Duisburg. La ricostruzione di un mosaico di luoghi, persone e vicende che parte dalla Sicilia e sale seguendo le rotte della criminalità: Calabria, Campania, su fino al ricco nord-est. E poi ancora oltralpe, nella sua Germania, terra di elezione dei traffici della mafia, dove non esiste il reato di associazione mafiosa e non sono ammessi l’uso intensivo delle intercettazioni e la confisca dei beni.

La vicenda di Duisburg ha segnato un momento cruciale sia per storia giudiziaria tedesca che per Petra Reski: immediatamente dopo la strage si è trovata a dover spiegare alla stampa e all’opinione pubblica tedesca, fin a quel momento poco interessata al fenomeno o quantomeno propensa a relegarlo a sistema strettamente italiano, quanto aveva appreso sulla mafia in vent’anni di corrispondenza: personaggi, luoghi e procedure di riciclaggio, connessioni con le roccaforti mafiose a Duisburg ed Erfurt, Ha affrontato – sola – un paese assolutamente impreparato non solo a gestire ma anche solo comprendere a fondo una realtà criminale che opera in Germania da oltre quarant’anni. Una situazione paradossale che la Reski, durante le presentazioni del suo libro al pubblico, riassume bene quando racconta: “Durante il processo [la Reski è stata portata in tribunale da due “gastronomi” italiani conosciuti sia dalla polizia italiana che dai servizi tedeschi per la loro appartenenza alla ‘ndrangheta di San Luca, Spartaco Pitanti e Antonio Pelle], ho dovuto persino fare lo spelling di ‘ndrangheta ai giudici. Non avevano nemmeno idea di come si scrivesse, figuriamoci di cosa fosse”.

Nell’edizione originale il libro è dunque uscito censurato per volontà dell’autorità giudiziaria tedesca, intervenuta su richiesta di questi personaggi i cui nomi sono ben noti perché figurano nelle informative di polizia, nei documenti giudiziari, in numerosi resoconti giornalistici. Tuttavia, di loro non si può parlare in un libro; la gente deve continuare a ignorare il problema. L’edizione italiana poteva scegliere di eliminare semplicemente queste parti del testo; invece ha deciso di riportare le medesime righe nere sulle parole che sono costate a Petra Reski intimidazioni e minacce. Perché il lettore abbia una chiara immagine del bavaglio con cui il potere cerca costantemente di ridurre al silenzio il giornalismo più coraggioso.

Petra Reski è nata in Germania, nella regione della Ruhr, ha studiato a Trier, Münster e Parigi e si è laureata in letteratura francese, scienze politiche e sociologia. Ha vinto il concorso della scuola di giornalismo di Amburgo, la prestigiosa “Henri-Nannen-Schule” e ha iniziato la sua carriera al servizio estero del settimanale Stern. Attualmente è corrispondente culturale di Die Zeit e per varie testate tedesche, mensili e settimanali, tra cui Geo, Focus, Merian e autrice di vari libri. Arrivata in
Italia nel 1989 per scrivere un reportage sulla primavera a Palermo, decide di rimanervi “per comprendere quelle che sono le contraddizioni di questa terra anche attraverso la mafia". Da allora non ha mai più smesso di occuparsene.

In Germania è stata eletta Miglior Giornalista del 2008 nella categoria “reporter” proprio a seguito della pubblicazione di questo libro. In Italia, per il suo impegno “al servizio dei grandi valori del giornalismo”, ha ricevuto a Nocera Inferiore il Premio Civitas 2009 da parte dell'associazione ANDE, che premia donne che si sono distinte per il loro impegno nella lotta alla mafia e l’ Amalfi Coast Media Award, il premio internazionale del giornalismo. Il suo sito è www.petrareski.com

“Petra descrive gli affari dei mammasantissima della ‘ndrangheta in Italia e nel suo paese:
alberghi, pizzerie, strutture di lusso ma anche finanziarie, conti correnti e investimenti. Fa nomi e cognomi dei boss e dei loro referenti e protettori politici, descrive i raffinati meccanismi del riciclaggio raccogliendo inchieste fatte in Italia e il parere di magistrati che da anni sono impegnati sul difficile fronte della lotta alla mafia finanziaria. -
L’Unità

Scheda del libro

INDICE
Marcello Fava
Rosaria Schifani
San Luca
Don Pino
Letizia
Padre Frittitta
Corleone
Il palazzo dei veleni
Silvio Berlusconi e Marcello dell’Utri
Anna Palma Heinz Sprenger
Donne di mafia
I Madonna
Rosalba Di Gregorio
Carmine Sarno
Messina Denaro



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